Intorno a Noi

Percorsi e Cose da fare

Small Luxury Bed & Breakfast si trova in un punto nevralgico al centro di una piazza da cui partono strade che portano ai maggiori punti di interesse di Roma.

A pochi passi Farmacia, bar, ristoranti e tutti i servizi essenziali. 

Godere della buona cucina a Roma è facile ma è anche facile incappare in ristoranti turistici che alla fine lasciano l’amaro in bocca con conti salatissimi.

Per i nostri ospiti abbiamo selezionata una scelta di ristoranti che noi stessi frequentiamo e che ci sentiamo sicuri di consigliare.

Per gustare la vera cucina Romana, il nostro consiglio è Osteria Zi Umberto  a Trastevere e Osteria da Fortunata a Campo de Fiori.

Per un pranzo veloce o spuntino Insalata Ricca proprio su Piazza Risorgimento e Ted a pochi passi dal B&B dove fanno eccezionali piatti american style.

Se cercate qualcosa di più raffinato e dove il pesce è protagonista non potete non andare da Benito a Borgo Pio pochi metri dal B&B, pochissimi tavoli per un’esperienza unica e ricercata.

Voi scegliete cosa volete mangiare e noi pensiamo a prenotarvi il tavolo!

Zaino in spalle, scarpe comode e Via alla scoperta della Roma antica!

Partendo da Small Luxury la prima tappa è sicuramente la Basilica di San Pietro ed i Musei Vaticani , da non perdere!

 

BASILICA DI SAN PIETRO

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Avrai la possibilità di visitare la Basilica con l’ausilio di un’audioguida ricca di contenuti, informazioni dettagliate e aneddoti curiosi. 

L’audioguida è inclusa (l’identificazione è necessaria per ricevere l’audioguida).

Lingue disponibili: Italiano – Inglese – Spagnolo – Portoghese – Francese – Tedesco – Russo – Polacco – giapponese – cinese 

Luogo di ritrovo: Ufficio O.R.P. di S. Pietro (Palazzo dei Propilei) o di  Piazza Pio XII, 9 (Piazza San Pietro)

Giorni: Tutti i giorni escluso domenica e festività vaticane. Il mercoledì disponibile sono in determinati orari.

Orario: Lunedì, martedì,giovedì, venerdì e sabato: ore 9.30 – 10.30 – 11.30 – 12.30 –13.30 – 15.0013.30 – 15.00

Mercoledì: ore 13.30 – 15.0013.30 – 15.00

Domenica e festività vaticane chiuso. 

Durata: 2 ore



MUSEI VATICANI

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Prenota la tua visita e salta la fila:

http://biglietteriamusei.vatican.va/musei/tickets/index.html

Allontanandosi di poche centinaia di mt ecco scorgere Castel Sant’Angelo.

Castel Sant’Angelo fu edificato nel 123 d.C. come tomba per l’imperatore Adriano e la sua famiglia. Il castello sorge nel rione di Borgo, nei pressi di ponte Sant’Angelo, a poca distanza dal Vaticano. La struttura ed il suo uso si sono radicalmente modificati nel corso dei secoli, passando da monumento funerario ad avamposto fortificato, da carcere a dimora rinascimentale fino al 1925, quando fu istituito ill Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, ricco di armi, ceramiche, quadri e sculture.

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo

Lungotevere Castello, 50 – 00193 ROMA
e-mail: [email protected]
Informazioni e Prenotazioni tel. +39 06 32810
(Call center prenotazioni attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; il sabato dalle 9 alle 13) http://www.gebart.it/
Centralino tel. +39 06 6819111

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Martedì/domenica 9.00 – 19.30
Chiuso lunedì; 25/12; 1/01.
La biglietteria chiude alle 18.30

PRENOTAZIONI
Consigliata per gruppi superiori a 20 persone e per le scuole
Facoltativa per singoli
Diritto di prenotazione € 1,00
On line: http://www.gebart.it/

INGRESSO
Intero  € 10,50*
* Il prezzo del biglietto intero è soggetto a variazioni in occasione di mostre

Ridotto € 7,50*
cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni,
insegnanti di ruolo nelle scuole statali
* Il prezzo del biglietto ridotto è soggetto a variazioni in occasione di mostre

Gratuito: 
cittadini dell’Unione Europea minori di 18 anni, scolaresche e insegnanti accompagnatori, studenti e docenti di Architettura, Lettere (indirizzo archeologico o storico-artistico), Conservazione dei Beni Culturali e Scienze della Formazione, Accademie di Belle Arti, dipendenti del Ministero Per i Beni e le Attività Culturali, Membri ICOM, guide ed interpreti turistici in servizio, giornalisti con tesserino dell’ordine, gruppi scolastici con accompagnatore, previa prenotazione, portatori di handicap con accompagnatore.

Da luglio 2014 l’ingresso è gratuito la prima domenica di ogni mese.
-Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo rientra nel circuito Roma Pass e Roma & Più Pass.

Accesso limitato ad una fruizione parziale degli spazi esterni per i visitatori diversamente abili

– In caso di afflusso intenso, è previsto il contingentamento di visitatori all’ingresso.

Le Prigioni, il Passetto di Borgo e la Stufetta di Clemente VII sono visitabili in occasioni particolari o su richiesta scritta, a discrezione della Direzione.

Attraversando il ponte di Castel Sant’Angelo si arriva a Corso Vittorio Emanuele che da accesso al centro storico di Roma. Da qui avete un’ampia scelta di punti di interesse.

Piazza Navona, Piazza Campo de Fiori, Piazza Farnese, Chiesa di Sant’Andrea della Valle e più avanti Piazza Venezia.

Da Piazza Venezia in un attimo raggiungete da un lato Piazza di Spagna, Piazza Montecitorio e Piazza del Popolo. Dall’altro l’Altare della Patria, i Fori Imperiali ed il Colosseo.



 COLOSSEO

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Aperto tutti i giorni.

Orario di apertura: 8.30

  • dall’ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso 15.30 con uscita 16.30;
  • dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso 16.00 con uscita 17.00;
  • dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso 16.30 con uscita 17.30;
  • dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15;
  • dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso 18.00 con uscita 19.00;
  • dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso 17.30 con uscita 18.30.
  • Chiuso il 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.

Per ragioni di sicurezza l’ingresso del pubblico al Colosseo potrà essere interrotto o rallentato qualora il numero dei visitatori presenti nel monumento superi le 3000 unità.

Biglietti: il biglietto è acquistabile anche presso le biglietterie del Palatino in Via di San Gregorio n. 30 oppure in Piazza Santa Maria Nova n.53 (200 metri dal Colosseo) e comprende anche l’ingresso al Palatino e Foro Romano.

  • Intero: 12,00 euro
  • Ridotto: 7,50 euro, per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per i docenti della Unione Europea;
  • Gratuito: visitatori minori di anni 18.

Prenotazioni: prenotazione biglietto d’ingresso: Euro 2,00. Tel. +39.06.39967700 (lunedì-venerdì 9-18 sabato 9-14);  Coopculture

Informazioni: punto Informazioni Accoglienza Turistica tel. +39.06.77400922 e-mail: [email protected]

Servizi: Audio guide, Libreria, Visite guidate

Trasporti pubblici: 

  • Bus  60 – 75 – 85 – 87 – 117 – 271 – 571 – 175 – 186 – 810 – 850 – C3 
  • Tram 3 
  • Metro Linea B fermata Colosseo

Su richiesta possiamo fornirvi servizi di noleggio bici e noleggio scooter per le passeggiate in città.

Le mete facilmente raggiungibili da Small Luxury Bed and Breakfast: Castel Sant’Angelo, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Piazza Navona, Fontana di Trevi, Piazza Venezia e molto altro.

Chiese Arciconfraternite Oratori e Templi: Chiesa Orazione e Morte, Chiesa San Biagio della Pagnotta, Chiesa San Filippo Neri, Chiesa Spirito Santo Napoletani, Chiesa S. Francesco demolita, Chiesa Santa Maria del Suffragio, Chiesa S. Caterina Siena via Giulia, Chiesa S. Salvatore in Onda, Chiesa Santa Brigida, Chiesa S, Maria di Monserrato, Chiesa S. Anna dei Parafrenieri,, Chiesa S. Girolamo Carità, Chiesa S. Eligio degli Orefici, Chiesa SS Evangelista e Petronio, Basilica S. Giovanni dei Fiorentini, Chiesa S, Giovanni in Ayno, Chiesa S. Caterina della Rota, Arciconfraternita dei Pallottini, Oratorio del Gonfalone.

Edicole Sacre: Edicola via dei Pettinari, Edicola sacra via dei Farnesi, Edicola via dei Balestrari, Edicola piazza de Ricci, Edicola via delle Zoccolette, Edicola piazza Monte di Pietà.
Cupole e Campanili: cupola San Giovanni dei Fiorentini, campanile chiesa Santa Brigida.

Edifici storici Palazzi: Carceri Nuove, Liceo Ginnasio Virgilio, Palazzo del Monte di Pietà, Palazzo Farnese, Palazzo Ricci, Carceri via del Gonfalone, Palazzo Sacchetti, Palazzo Falconieri, Palazzo Clorelli, Palazzo del Gallo Roccagiovine, Palazzo Monte di Pietà Pontificia Università S. Croce, Conservatorio dei Santi Clemente e Crescenzio.

Fontane: Fontana del Mascherone via Giulia, Fontanella vicolo Arcaccio, Fontana palazzo Sacchetti, Fontane gemelle piazza Farnese, Fontana palazzo Falconieri, Fontana Palazzo Monte Pietà.

Ponti: Ponte Sisto.

Lungotevere: Lungotevere dei Tebaldi, Lungotevere dei Vallati

Monumenti: Sofà di via Giulia, Curia Julia
Strade e Piazze Storiche: via Giulia, Via dei Pettinari, Via dei Farnesi, Via dei Balestrari, Via dei Baullari, Via di Monserrato, Via del Mascherone, Via degli Acciaioli, Via delle Zoccolette, Piazza Vincenzo Pallotti, piazza Farnese, Piazza dell’Oro, Piazza De Ricci, Piazza Monte di Pietà.

Vicoli: vicolo dell’Arcaccio, Vicolo della Corda, Vicolo della Scimmia.

 

Fontana di palazzo Falconieri, via Giulia 1, rione Regola, Roma, si attribuisce al Borromini, è formata da una nicchia entro la quale una conchiglia di marmo accoglie il getto di acqua che esce a ventaglio. In alto nel mezzo del timpano interrotto vi è un vaso di fiori in pietra. La fontana è al centro delle due rampe della scalinata che da accesso al piccolo giardino interno.

Palazzo Clarelli, via Giulia 79, rione Regola, Roma, opera di Antonio da Sangallo il Giovane, che qui si era costruito la propria abitazione, l’edificio passò poi ai Medici, ha un portalea bugnato rustico con colonne doriche in travertino.

Casa di Raffaello, Via Giulia 85, Roma, così chiamata perché edificata sul lotto che il celebre pittore, come altri artisti dell’epoca, si era acquistato nella nuova strada. La prematura scomparsa gli impedì tuttavia di avviare i lavori, cosicché l’edificio che oggi porta il suo nome venne in realtà costruito dopo la sua morte.

Liceo Ginnasio Virgilio, via Giulia 38, rione Ponte e rione Regola, Roma, fu edificato tra il 1936 e il 1939, il portone faceva parte dell’antico Collegio Ghisleri.

Piazza San Vincenzo Pallotti, va da via Giulia a Lungotevere dei Vallati, rione Regola, Roma,ricorda il sacerdote romano nato nel 1795 e morto nel 1850 che fondò l’ordine religioso dei preti secolari comunemente noti come Pallottini che hanno sulla piazza la loro Curia Generalizia.

Arciconfraternita dei Pallottini, l’edificio si trova su piazza San Vincenzo Pallotti, rione Regola, Roma, ed ospita la Curia Generalizia della Arciconfraternita dei Pallottini.

Lungotevere dei Vallati, Roma,  va da piazza San Vincenzo Pallotti a via Arenula, fa parte del rione VII Regola, collega ponte Sisto a ponte Garibaldi sul lato opposto del Tevere c’è lungotevere Raffaello Sanzio, il nome ricorda la antica e nobile famiglia romana dei Vallati che si sacrificò per difendere ponte Sisto dai Lanzichenecchi nel famoso sacco del 26 maggio del 1527, qui sul lungotevere dei Vallati 20 c’è il villino Scafi realizzato nel 1886 su progetto di Filippo Galassi. Vedi Lungotevere ei Vallati.

Via dei Pettinari, va da piazza della Trinità dei Pellegrini a piazza San Vincenzo Pallotti, rione Regola, Roma, anticamente si chiamava via della Trinità, ma mutò il nome quando qui vi si stabilirono i cardatori di lana o pettinari, dalle cui botteghe usciva un tessuto chiamato “pettinato di lana”. Gli ultimi pettinari presenti in questa zona risalgono al 1848 e furono i Venturini. La contrada per le frequenti piene del Tevere era detta anche “in onda”.

Edicola sacra via dei Pettinari, al numero 53, rione Regola, Roma, nei pressi del ponte Sisto, si tratta dell’affresco protetto da un vetro di una Madonna con il Bambino Gesù in braccio e con accanto, seduto a terra sulla sinistra San Giovannino accanto al quale vi è poggiata una croce, l’immagine si trova entro una semplice cornice modanata di stucco, corrispondente al vano di una finestra cieca del primo piano, al di sotto una lapide che recita : “Vi offro il mio cuore e  insieme l’alma mia, per me pregate o Vergine mia. Se dirai di cuore Ave Maria, in cielo tu vedrai la faccia mia ” datata : 1705.

Edicola sacra via dei Pettinari, al numero 39, rione Regola, Roma, c’è una Madonna con Bambino, che si trova al di sopra di un balcone, è un moderno altorilievo, dove la madonna con il bambino è seduta tra le nubi ed è inserita in un ovale di stucco grigio contornato da una vistosa raggiera solare. La madonnina è protetta da un baldacchino che culmina con una stella a 8 punte e a tre dimensioni, illumina l’immagine una lanterna in ferro battuto.

Chiesa San Salvatore in Onda, via dei Pettinari, rione Regola, Roma, è una antica chiesa di tipo basilicale a tre navate risalente al XIII secolo. Fu restaurata nel 1260 dai Cesarini e venne concessa ai Frati Conventuali da papa Eugenio IV. Nel 1700 la chiesa venne rialzata dal suo livello primitivo e subì un radicale restauro nel secolo scorso.

Vicolo dell’Arcaccio, va da piazza San Vincenzo Pallotti, rione Regola Roma, si trova presso ponte Sisto, palazzo Spada e palazzo Farnese.

Fontanella a vicolo dell’Arcaccio, scomparsa, era all’angolo di Vicolo dell’Arcaccio, accanto all’entrata di un Ristorante Vietnamita, era una classica fontanella romana che  una notte è sparita e non è più tornata forse è andata ad abbellire qualche giardino privato.

 

Via dei Baullari, rione Regola, Roma, va da corso Vittorio Emanuele II a piazza Campo de Fiori, il vicolo tra campo de Fiori e piazza Farnese. La via fu aperta nel 1517 dal cardinale Alessandro Farnese

Edicole sacre a via dei Baullari, rione Regola, Roma, vi sono 3 bellissime edicole sacre.

Vicolo della Corda, rione Regola, Roma, va da Campo de Fiori a piazza Farnese, ricorda il palo del supplizio della corda che si eseguiva a campo de Fiori , erano dei pali con carrucole per supplizi che venivano inflitti per i reati minori.

Via dei Balestrari, rione Regola, Roma, va da piazza campo de Fiori a piazza della Quercia, qui in epoca medioevale vi erano i fabbricanti ed i venditori di balestre.

Edicola sacra via dei Balestrari rione Regola, Roma, è collocata al numero 42 della via, si trova tra il pianterreno di un palazzo che era della Arciconfraternita della Immacolata Concezione, di cui conserva sul portone di ingresso una targa, si tratta della tela di una madonna con bambino, la Madonna contempla il Figlio con lo sguardo amoroso mentre lo copre con il suo manto bianco. L’immagine si trova entro un medaglione realizzato in stucco, sorretto da un fiocco ricco di motivi ornamentali in rilievo, tra cui spiccano stelle ad otto punte. E’ stata restaurata nel 1975.

Pontificia Università della Santa Croce, Biblioteca, via dei Farnesi, Roma, è una istituzione Universitaria che elargisce borse di studio per gli studenti di Dottorato delle Università Pontificie di Roma e del Lazio.

Via  di Monserrato rione Regola, Roma, va da via dei Banchi Vecchi a piazza Farnese, la via fece parte per un periodo della antica via Papalis che veniva percorsa dai cortei papali, il nome le deriva dalla chiesa di Monserrato. Qui un tempo vi erano le carceri e la Corte Savella o Curia dei Savelli una sorta di Tribunale la cui giurisdizione era in capo alla famiglia dei Savelli.

Edicola sacra Madonna con Bambino via di Monserrato, angolo piazza Farnese, rione Regola, Roma, è una piccola edicola mariana posta sull’angolo del palazzo Cadilhac, si trova all’altezza del promo marcapiano, è costituita da un medaglione ovale sorretto ai lati da due putti, ed inferiormente da una piccola testa alata, il dipinto è realizzato a fresco all’interno del medaglione, raffigura la Madonna che tiene in braccio il Bambino mostrandolo a San Filippo Neri che si china quasi a baciargli il piede.

Chiesa Sant’Anna dei Parafrenieri a via Giulia,  vedi anche chiesa in Santa Caterina della Rota, Roma

Chiesa di San Girolamo della Carità, Via di Monserrato 62/A, Roma, la chiesa sorge nel luovo dove abitò  San Filippo Neri,  un uomo che nel XVI secolo rinnovò la vita culturale e spirituale di Roma  e che si prese cura per tutta la vita del “monelli” romani. La Cappella Spada fu progettata dal Borromini, spledida testimonianza del Barocco,  l’interno della cappella è decorato con marmi policromi con statue di diaspro venato che imitano damaschi fioriti  e drappi di velluto  Vi è anche la statua di San Filippo Neri circondata da angeli opera di   Pierre Legros.

Chiesa di Sant’Eligio degli Orefici, via di Sant’Eligio 8/A, Roma, fu commissionata nel XVI dalla corporazione degli orefici, opera di Raffaello che come Bramante il suo maestro amava le opere monumentali, la cupola è attribuita a Baldasarre Peruzzi, mentre la facciata fu aggiunta nel XVII secolo ed è opera di Flaminio Ponzio

Via del Mascherone va da piazza Farnese a via Giulia, rione Regola, Roma, prende il nome dalla fontana del Mascherone a via Giulia.

Edicola sacra via del Mascherone, rione Regola, Roma, è una bellissima madonnina con bambino all’interno di un tondo.

 

Chiesa di Santa Caterina della Rota, piazza S. Caterina della Rota, rione Regola, Roma, È una delle più antiche chiese del rione Regola. Nel XVI secolo la chiesa fu rifatta con lavori di Ottaviano Mascherino e dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, martirizzata nel IV secolo per non aver voluto rinnegare la propria fede. La tradizione vuole che la santa subisse il martirio della ruota, da cui deriva il nome della chiesa, in romanesco, della rota. Dal 1929 la chiesa è sede della Venerabile Arciconfraternita di Sant’Anna de’ Parafrenieri. La facciata risale al 1730 e al centro del timpano è posto lo stemma del Capitolo di San Pietro, cui si deve il restauro della chiesa alla fine dell’Ottocento. L’interno si presenta ad una sola navata con tre cappelle per lato: di notevole suggestione il soffitto ligneo che risale al Cinquecento e proveniente dalla chiesa di San Francesco d’Assisi a ponte Sisto, chiesa demolita in occasione della costruzione dei muraglioni del Tevere.

Via delle Zoccolette, va da via dei Pettinari a via Arenula, rione Regola, Roma, il toponimo sembra derivare dal Conservatorio dei Santissimi Clemente e Crescentino istituito per le povere orfane denominate zoccolette, per via dei calzari che indossavano, anche se a Roma il nome “Zoccola” indica “Meretrice”, donna di malaffare, probabilmente le piccole orfane una volta cresciute, se non avessero trovato di che mantenersi, inevitabilmente sarebbero finite sul marciapiede. Ad ogni modo le orfane, di almeno uno dei genitori, ammesse nel conservatorio, imparavano a cucire, a ricamare e a lavorare la lana, e pertanto avevano la possibilità di mantenersi con un mestiere.

Conservatorio dei Santi Clemente e Crescentino, via delle Zoccolette, rione Regola, Roma, costituisce una parte del grande complesso dell’Ospizio dei Mendicanti, istituito da Papa Sisto V nel 1587, su progetto di Domenico Fontana, la parte istituita alle “zoccolette” fu istituita nel 1715 da Papa Clemente XI che trasferì qui l’istituto creato da Papa Innocenzo XII 15 anni prima a San Giovanni Decollato. Il complesso si sviluppa su due edifici a due e a tre piani con le iscrizioni relative ai due Papi. Ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli, l’ultima è del 1893 ad opera dell’architetto Parisi che sostituì il portale sul quale campeggia o stemma di papa Leone XIII allora regnante.

Edicola sacra a via delle Zoccolette, rione Regola, Roma, è una edicola seicentesca posta quasi ad angolo con via dei Pettinari, su di un edificio dove ha sede il Centro Immigrati della Caritas. L’immagine è posta entro una cornice di stucco con una ricca decorazione a ovuli, al centro vi è il dipinto di una Madonna con Bambino con due Santi, di cui uno quello sulla sinistra forse è Sant’Antonio Abate, dell’altro santo non si riesce a distinguerne bene i contorni.

Piazza del Monte di Pietà, è tra via dell’Arco del Monte e via degli Specchi, rione Regola, Roma, prende il nome dal palazzo del Monte dei Pegni, che i romani chiamano Monte dell’Empietà, per l’elevato interesse che la Cassa di Risparmio richiede a chi ha la sfortuna di dovervi ricorrere.

Palazzo del Monte della Pietà, rione Regola, Roma, l’istituzione nacque dalla provvida mente di fra Barnaba da Terni che arrivò a Roma nel 1540 e di fra Giovanni de Calvi, inizialmente il Monte di Pietà non aveva una sede stabile, questa fu concessa nel 1540, e l’attuale edificio deriva dal riadattamento di un altro precedente, eseguito nel 1588 da Ottavio Mascherino. Quando nel 1603 l’edificio venne ceduto al Sacro Monte di Pietà, venne ampliato sotto la direzione di Carlo Maderno, dopo la sua morte i lavori proseguirono ad opera di Bartolomeo Breccioli fino al 1637 e di Francesco Peparelli fino al 1641. I lavori si conclusero con la costruzione e la decorazione della cappella ad opera di Giovanni Antonio De Rossi e di Francesco Bizzaccheri, il resto dell’edificio verso la chiesa della Trinità dei Pellegrini è di Sebastiano Cipriani. Nel 1740 il palazzo fu di nuovo ingrandito ad opera di Nicola Salvi e la facciata si arricchì del monumentale orologio che però non segna mai l’ora giusta, malfunzionamento voluto dal suo costruttore tedesco che non venne pagato per la sua opera e che quindi manomise il meccanismo in modo che non potesse essere in nessun modo riparato, al di sotto c’era la scritta, oggi scomparsa,  “Per non essere stato al nostro patto lì orologio del Monte è sempre matto”.

Fontana del palazzo del Monte di Pietà, piazza del Monte di Pietà, rione Regola, Roma, si trova sul lato del portone d’ingresso, fu fatta edificare da papa Paolo V, la fontana è piena di simboli dei Borghese, racchiusi in una grossa conchiglia nella quale l’aquila, sempre simbolo dei Borghese, campeggia nella sottostante vasca di raccolta.

Edicola sacra piazza del Monte della Pietà, rione Regola, Roma, si tratta dell’immagine del Cristo nel sepolcro, con ai lati gli stemmi pontifici di papa Paolo III e di papa Clemente VIII, nella parte inferiore gli stemmi del cardinale Pietro Aldobrandini e del Comune di Roma.

 

Da vedere all’Isola Tiberina Roma:

 

Chiostro della chiesa di San Giovanni Calibita, rione Ripa, vi si accede da una porta all’interno della chiesa, che si trova all’Isola Tiberina, Roma, è decorato con le pitture che raccontano le “Storie della vita di San Giovanni Calibita”, qui vi è una sala detta dell’Assunta affrescata da G.P. Schor nato nel 1615 e morto nel 1674, qui sull’altare maggiore c’è una “Flagellazione di Gesù” opera di M. Preti del 1640.

Campanile chiesa San Giovanni Calibita, Isola Tiberina, rione Ripa, Roma, restaurato tra il 1930 e il 1934 è in stile Settecentesco.

Cortile Ospedale Fatebenefratelli, isola Tiberina rione Ripa, Roma, è un cortile seicentesco al cui centro si trova una bella fontana.

Fontana cortile ospedale Fatebenefratelli, isola Tiberina, rione Ripa, Roma, la fontana quadrilobata è all’interno del cortile dell’ospedale Fatebenefratelli è ornata da quattro tartarughe.

Museo degli strumenti medici e chirurgici, si trova all’interno dell’Ospedale Fatebenefratelli, all’Isola Tiberina di Roma rione Ripa, .

 

Tempio di Faunus, scomparso, era all’isola Tiberina, rione Ripa, Roma, ed era il luogo sacro di protezione per le partorienti. Edificato nel 194 a.C. si trovava sulla punta nord dell’isola, fu dedicato a Fauno da Domitio Enobarbo

Tempio di Veiove, scomparso, era all’isola Tiberina, rione Ripa, Roma,  era il tempio sacro ai giuramenti fu edificato insieme al tempio di Fauno.

Templi e sacelli all’Isola Tiberina, scomparsi, rione Ripa, Roma, un mosaico con una iscrizione sotto la chiesa di San Giovanni Calibita ricorda il luogo di un sacello dedicato a Iuppiter Iurarius, altre iscrizioni ricordano il culto di Semo Sancus che era una divinità sabina del colle Quirinale, e un altro sacello dedicato a Bellona Insulensis. Sempre sull’isola probabilmente vi era un sacello dedicato al dio Tiberino del quel però non si conoscono nè la cronologia nè l’ubicazione.

Campanile della chiesa di San Bartolomeo all’Isola, Isola Tiberina, rione Ripa, Roma, si trova sulla omonima piazza, la chiesa ha subito nel corso dei secoli vari rifacimenti. La torre campanaria risale al 1113 in stile romanico risalente al tempo di papa Pasquale II, caratterizzata da bifore e trifore.

Pozzo della chiesa di San Bartolomeo all’Isola, isola Tiberina, rione Ripa, Roma, si trova davanti ai gradini del transetto, dove possiamo ammirare un puteale che è una delle massime testimonianze storiche e artistiche della chiesa, ricavato da una sezione del fusto di una antica colonna dell’XI secolo, presenta una serie di edicole divise da colonnine tortitli che rappresentano “l’Assunzione in cielo”. Nelle edicole sono scolpiti a rilievo “San Bartolomeo e San Paolino da Nola, Gesù e l’imperatore Ottone III”, imperatore che sul colle Aventino aveva eretto la propria dimora. Sulla pietra del puteale vi è una antica iscrizione che dice “lasciate venire alla fonte chi ha sete e trarvi un sorso di salute”. Sulla bocca dello stesso puteale vi sono i segni della catena che veniva usata per far scendere il secchio all’interno del pozzo per prendervi l’acqua. Si crede che il puteale si trovi ne punto esatto ove un tempo sorgeva il tempio di Esculapio, e che vi fosse la fonte sacra al dio, ritenuta acqua miracolosa.

Oratorio dei Sacconi Rossi, Isola Tiberina, Rione Ripa, Roma, è alla sinistra della chiesa di San Bartolomeo all’Isola e consiste in una cappella oratorio sotterranea è della confraternita che pregava per gli affogati nel Tevere e curava le loro esequie. Visibile attraverso le grate, se c’è un pò di luce, vi si intravede un ossario. La confraternita era famosa per le sacre rappresentazioni che gli adepti tenevano indossando dei camicioni rossi durante le cerimonie solenni.

Monastero San Bartolomeo all’Isola, Isola Tiberina, rione Ripa, Roma, all’interno del monastero vi è un giardino che contiene alcune sculture moderne opera di padre Andrea Martini, frate francescano, il monastero che era annesso alla chiesa di San Bartolomeo all’Isola venne trasformato in ospizio per gli ebrei vecchi, invalidi e poveri, che vivevano nel vicino ghetto ebraico di Roma, un’ala del convento aspetta di essere trasformata in museo dell’Isola Tiberina.

 

Testa della Pulzella, torre Caetani, isola Tiberina, rione Ripa, Roma, è detta della pulzella perchè tra le mura si scorge una testa marmorea femminile di età antica ritenuta il ritratto della contessa Matilde di Canossa, ma in realtà è un reperto databile al I secolo d.C.

Museo Storico dell’Isola Tiberina, al palazzo Caetani Pierleoni, rione Ripa, Roma, dopo il 1870 il palazzo Caetani all’Isola Tiberina, venne suddiviso: i primi due piani e la torre divennero proprietà dello Stato Italiano che lo cedette poi al Comune di Roma, mentre il piano terra ed il mezzanino divennero proprietà private. Nel 1891 il Comune di Roma affittò la propria parte alle Opere Pie Ricovero Israeliti Vecchi e Invalidi, ospedale presente nel palazzo fino agli anni ’60. Dal 1986, a seguito di una delibera comunale, il palazzo è stato designato a sede del Museo Storico dell’Isola Tiberina. Dal 1957 al 63 il Palazzo ha ospitato una delle più importanti gallerie d’arte del dopoguerra italiano, la Rome-New York Art Foundation. Fu fondata da Frances McAnn, Herbert Read e James Sweeney con il patrocinio di Peggy Guggenheim e diventò la più feconda fucina artistica e culturale dell’ambiente romana. Molti artisti che a ragione sono considerati i pilastri della storia dell’arte contemporanea  hanno esposto nei locali della galleria le loro prime opere: fra questi ricordiamo Jackson Pollock, Henry Moore, Barnett Newman e Sam Francis. Vi è una associazione che si prende cura di reperire tutto il materiale storico riguardante l’Isola Tiberina

Statue Erme quadrifronti al ponte Quattro Capi, isola Tiberina, rione Ripa, Roma, una leggenda racconta che le due doppie erme del ponte stiano a ricordare quattro architetti autori dei restauri dell’isola per incarico di Sisto V i quali giunsero tra di loro in grave disaccordo passando a gravi atteggiamenti. Si dice che papa Sisto V ne rimanesse talmente scandalizzato che dopo essersi congratulato con loro per i lavori eseguiti, avesse ordinato che i quattro architetti fossero condannati a morte tramite la decapitazione e che le loro teste venissero poi riunite nel marmo. Ma le teste delle erme sono 8 e non 4 dei supposti architetti e quindi si conferma la favolistica interpretazione di queste erme probabilmente sollecitata dalla fama di taglia teste di papa Sisto V che rimase celebre per la sua crudele repressione della criminalità di Roma e del Lazio.

Edicola Sacra della Madonna della Lampada, isola Tiberina, rione Ripa, Roma, l”immagine originale di questa madonna risalente al Duecento è conservata all’interno della chiesa di San Giovanni Calibita, mentre una copia si trova alla base del campanile della chiesa e le viene attribuito un miracolo che si dice abbia avuto luogo nel 1557: durante una delle frequenti inondazioni del Tevere, ovvero che la fiamma di una lampada che si trovava accesa presso l’immagine avrebbe continuato ad ardere benché sommersa dalle acque del fiume.

Lapidi al ponte Cestio isola Tiberina, rione Ripa, Roma, a metà del ponte Cestio, sulla spalletta rivolta a nord, sono visibili due antiche iscrizioni che ricordano altrettanti interventi di restauro. La più grande ed antica, piuttosto consunta, parla dei lavori commissionati nel 370 dagli imperatori fratelli Valente e Valentiniano I nonché dal figlio di quest’ultimo, Graziano, da cui il ponte prese da allora in poi il nome come si legge nell’ultima riga dell’iscrizione), mantenendolo fino al tardo ‘800. La lapide più piccola, molto più semplice e rozza, risale alla fine del XII secolo e parla di un intervento ad opera di un certo Benedictus, uno dei senatori, a quell’epoca amministratori civici, identificato con Benedetto Carushomo o Carissimi in carica dal 1191 al 1193.

Lapide a ponte Fabricio oggi ponte Quattro Capi, isola Tiberina rione Ripa, Roma, presente sull’arco del ponte una iscrizione che recita : “Lucio Fabricio, figlio di Caio, curatore delle strade, si occupò della costruzione”.

Lapide ai portici della chiesa di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, Roma, rione Ripa, sotto il portico, una piccola targa segna il livello raggiunto dall’acqua nel corso dell’ultima inondazione che Roma ricordi, datata 17 dicembre 1937.

Molini sul Tevere all’Isola Tiberina, rione Ripa, Roma, per secoli e fino alla costruzione dei muraglioni e degli argini del Tevere, avvenuta dopo il 1870, ai due lati dell’isola Tiberina  vi erano mulini installati su zattere, erano delle costruzioni galleggianti che quotidianamente macinavano la farina che occorreva per la città di Roma sfruttando la corrente, purtroppo spesso le inondazioni del Tevere portavano via tutto, dopo l’Unità d’Italia nel 1870 e per la costruzione dei muraglioni i molini vennero smantellati.

Scalinate all’Isola Tiberina, rione Ripa, Roma, per mezzo di rampe di scale è possibile scende al livello del fiume, ed arrivare sull’ampia banchina, costruita nei primi anni del ‘900, che circonda l’isola come una piattaforma consentendo di farne il giro completo a piedi. Qui tanto i romani che i turisti possono passeggiare, prendere il sole e, soprattutto in estate, frequentare iniziative culturali come festival cinematografici e concerti. Da qui si ha una bella visuale dei ponti dell’isola Tiberina: ponte Fabricio oggi ponte Quattro Capi e ponte Cestio oltre che di ponte Rotto, di ponte Palatino e di ponte Garibaldi.

Trattoria Ristorante Sora Lella, a via ponte Quattro Capi, Isola Tiberina, rione Ripa, Roma, appartenuta alla sorella dell’attore Aldo Fabrizi.

Piazza San Bartolomeo all’Isola, isola Tiberina, rione Ripa, Roma, va da ponte Cestio a via di ponte Quattro Capi fa parte del rione XII Ripa, prende il nome dalla chiesa di San Bartolomeo all’Isola che campeggia sulla piazza che fa da collegamento tra i due ponti e le due rive opposte del Tevere. Questa piazza che è al centro della piccola isola ha di fronte la piazza Fatebenefratelli. da vedere la Torre dei Caetani detta della Pulzella, la chiesa di San Bartolomeo all’Isola, la Guglia Jacometti, l’Ospedale Israelitico e l’Oratorio dei Sacconi Rossi.

Piazza Fatebenefratelli, isola Tiberina, Roma, Rione Ripa, va da piazza San Bartolomeo all’Isola a ponte Cestio, prende il nome dall’omonimo ospedale. Da qui si possono vedere l’ospedale Fatebenefratelli, la antica Farmacia, e la chiesa di San Giovanni Calibita.

Via Ponte Quattro Capi, all’Isola Tiberina, Roma, Rione Ripa, va da piazza San Bartolomeo all’Isola a piazza di Monte Savello,  il toponimo deriva dal soprannome che i romani hanno dato all’antico ponte Fabricio rinominano ponte Quattro Capi per la presenza delle due erme qudrifronti.

Vicus Censorii, era la antica via dell’Isola Tiberina, rione Ripa, Roma, sulla quale si affacciavano su un’unica strada longitudinale gli edifici dell’isola, fu chiamata vicus inter duos pontes dopo l’edificazione di ponte Fabricio e di ponte Cestio. All”isola poi venne data la forma di una nave, della quale se ne possono vedere ancora oggi i resti marmorei.

Isola del Cinema, Isola Tiberina, Rione Ripa, Roma, è la manifestazione dedicata al cinema dell’Estate Romana che si tiene sull’Isola Tiberina, giunta nel 2013 alla XIX edizione, è un appuntamento  per vedere films di qualità ed i protagonisti di eccezione,  da non perdere sono le Rassegne Estive di Cineama.it che propone le migliori pellicole, italiane ed internazionali, passando da opere inedite a quelle che hanno fatto storia, dai film d’autore ai documentari, numerosi sono anche gli incontri ed i dibattiti, di altissimo livello, con poeti, scrittori e professionisti del cinema dedicati ai temi dell’Ambiente e della Solidarietà.

Gianicolo e dintorni (Roma)

Il Gianicolo si affaccia sul Tevere, sul lato di Trastevere, vi si può arrivare a piedi anche dal Vaticano, salendo per la salita di San Onofrio, che si trova di fronte al Ponte Principe Amedeo. Nella storia il colle Gianicolo ha svolto un ruolo difensivo della città di Roma. Nel 1849 Garibaldi vi fronteggiò le truppe francesi. Ai giardini del Gianicolo ci sono il monumento a Garibaldi ed ai suoi uomini. Per i bambini vi sono anche spettacoli di marionette. In epoca Medioevale, la gran parte del Gianicolo ospitava Monasteri e Conventi, si può ammirare il Tempietto nel convento del monastero di San Pietro in Montorio, capolavoro in miniatura del Bramante. Durante il Rinascimento le famiglie nobili romane edificarono splendide dimore lungo Via della Lungara, come la Villa Farnesina.

Da vedere nella zona del Gianicolo e dintorni

Chiesa di Sant’Onofrio, Piazza di Sant’Onofrio, 2 Roma, la chiesa fu fondata dal Beato Nicola da Forca Palena, nel 1419 in onore dell’eremita Sant’Onofrio, nel XVII secolo il porto fu decorato da affreschi del Domenichino. La chiesa ospita un piccolo Museo dedicato a Torquato Tasso che morì in una delle celle del convento.

Ospedale del Bambin Gesù, è un ospedale pediatrico, che si trova sul colle Gianicolo,accanto alla chiesa di Sant’Onofrio, sorge su un’area extraterritoriale della Santa Sede, è stato fondato nel 1869 grazie alla generosità della Famiglia Salviati, nel 1924 fu donato alla Santa Sede che lo gestisce in collaborazione con le autorità sanitarie del Comune di Roma, è il più grande Policlinico Pediatrico dell’Italia Centro-Meridionale ed è  tra i più moderni ed attrezzati d’Italia. L’istituto svolge attività pediatrica ed adolescenziale di: Pronto Soccorso, di Ricovero Ordinario, di Day Hospital e di Day Surgery, di Ambulatorio e di Assistenza Domiciliare.

Chiesa San Pietro in Montorio, Piazza San Pietro in Montorio 2 Roma, la chiesa fu fondata nel Medio Evo, vicina al luogo in cui si racconta che sia stato crocefisso San Pietro, fu costruita alla fine del XV secolo per ordine di Ferdinando e di Isabella di Spagna, è decorata da importanti artisti del Rinascimento, le cappelle furono decorate da allievi di Michelangelo. La cappella sulla destra fu decorata da Giorgio Vasari, il quale nella Pala d’altare che rappresenta “la Conversione di Pietro” inserì il proprio autoritratto, quello in nero sulla sinistra. Nella cappella di destra appena si entra c’è “La Flagellazione” realizzata da Sebastiano del Piombo  nel 1518, si dice su disegno di Michelangelo. Nelle altre cappelle  e nelle tombe di De Raymondi vi sono opere del Bernini e dei suoi seguaci.

Chiesa Santa Maria dei Sette Dolori, si trova a via Garibaldi, rione Trastevere, Roma, si trova alle pendici del colle Gianicolo, la chiesa era annessa al monastero delle oblate agostiniane fondato attorno al 1640 da Camilla Virginia Savelli Farnese. Questo monastero permetteva alle giovani di nobile famiglia, ma di salute cagionevole, di accedere alla vita religiosa, osservando una regola più mitigata rispetto alle altre, con l’approvazione emanata da papa Alessandro VII il 16 giugno 1663. La progettazione dell’edificio fu affidato a Francesco Borromini, che però dovette interrompere i lavori nel 1655 per mancanza di fondie per questa ragione il complesso si presenta con una facciata incompiuta in mattoni grezzi, articolata su linee concave e convesse.

Fontanone su via Mameli, detta anche fontana del Prigione si trova a Roma, in via Goffredo Mameli, all’incrocio con via Luciano Manara. La fontana venne commissionata da papa Sisto V a Domenico Fontana, per la sua villa all’Esquilino, chiamata Peretti Montaldo, che fu realizzata tra il 1587 e il 1590 quando era un semplice Cardinale e non ancora Papa. La villa era nei pressi della attuale Stazione Termini, oggi la villa non c’è più, fu distrutta dopo l’Unità d’Italia, per i lavori di nuova urbanizzazione della zona. La fontana della villa Peretti venne smontata e dapprima posta su via Genova, ma per la costruzione del palazzo del Viminale venne spostata di nuovo nel 1923 e istallata a via Mameli dove la possiamo ammirare ancora oggi.

Fontana Paola, il Fontanone del Gianicolo, nota come fontana mostra dell’Acqua Paola è a via Garibaldi Roma La monumentale fontana fu aperta nel  1612, l’acqua proviene dall’antico Acquedotto voluto dall’Imperatore Traiano  nel 109 d.C., ribattezzato Acqua Paola da Papa Paolo V Borghese, che ne ordinò il restauro. In origine la fontana aveva 5 piccole vasche, il Fontana nel 1690, alterò il disegno inserendo l’enorme vasca oggi ancora visibile.

Fontana di porta San Pancrazio, si trova  addossata ad un muraglione posto all’angolo tra via di Porta S. Pancrazio e la salita del Bosco Parraiso, è sormontata da una epigrafe con lo stemma Barberini che ricorda i lavori di consolidamento del Gianicolo nella zona di San Pietro in Montorio eseguiti nel 1629 durante il pontificato di Urbano VIII,  è formata da una protome leonina murata entro una nicchia con cornice in mattoni avente ai lati due cannelle a forma di piccole stelle che versano l’acqua in una semplice vasca di marmo con incisa la data del 1936, anno del restauro eseguito dal comune di Roma.

Tempietto del Bramante a San Pietro in Montorio, Via Garibaldi 33 è nel cortile di San Pietro in Montorio, Roma, fu il primo edificio Rinascimentale di Roma opera del 1502 del Bramante, la forma circolare ricorda i “martyria cristiani”, con cappelle dedicate al culto dei martiri. Si pensa che in questo luogo abbia subito il martirio San Pietro.  Le 16 colonne sono di ordine dorico, l’insieme è armonioso nonostante lo spazio fosse ridotto. E’ uno degli esempi del  sogno rinascimentale di restituire a Roma la sua grandezza, l’edificio fu commissionato dai reali di Spagna in adempimento del voto fatto per la nascita del loro primogenito, Giovanni, morto prematuramente nel 1497. L’edificio fu eretto anche come “martyrium” per ricordare il presunto luogo dell’esecuzione di San Pietro. Presenta all’esterno un colonnato, poggiante su una breve gradinata anch’essa circolare, coronato da una balaustra dalla quale sorge la piccola cupola, in parte modificata dai successivi interventi di restauro Seicenteschi. L’interno è a pianta rotonda, presenta sull’altare la statua dell’apostolo San Pietro, realizzata da un ignoto artista di scuola lombarda del Cinquecento. Al di sotto dell’aula a pianta rotonda si trova una cripta disadorna, dove una lapide sul pavimento protegge il foro che sarebbe stato lasciato dalla croce di San Pietro.

Fontana Paola, il Fontanone, Via Garibaldi Roma, La monumentale fontana fu aperta nel  1612, l’acqua proviene dall’antico Acquedotto voluto dall’Imperatore Traiano  nel 109 d.C., ribattezzato Acqua Paola da Papa Paolo V Borghese, che ne ordinò il restauro. In origine la fontana aveva 5 piccole vasche, il Fontana nel 1690, alterò il disegno inserendo l’enorme vasca oggi ancora visibile.

Palazzo Corsini, via della lungara, fa parte del rione di Trastevere, Roma, il palazzo che è nella parte bassa della grande villa Corsini, si trova di fronte alla Villa Farnesina, ospita anche la stanza da letto della Regina Cristina , il Palazzo fu costruito nel XV secolo, per commissione del Cardinale Domenico Riario, ha ospitato personaggi illustri come il Bramante, Michelangelo, Erasmo, e la regina Cristina di Svezia che vi morì nel 1689. Il palazzo Corsini fu edificato alla fine del XV secolo dai Riario, nipoti di Sisto IV della Rovere. Nel 1730 il palazzo fu acquistato dai fiorentini Corsini giunti a Roma al seguito del cardinale Lorenzo salito al soglio pontificio col nome di Clemente XII (1730-1740). L’edificio fu ampliato e ristrutturato tra il 1730 e il 1740 da Ferdinando Fuga per la famiglia Corsini. Nel XVII secolo il palazzo fu stato abitato da Cristina di Svezia la quale nel giardino della villa ospitò le prime riunioni di quella che sarebbe poi divenuta l’Accademia dell’Arcadia, movimento letterario fondato nel 1690 da intellettuali e poeti che si riunivano appunto nella Villa di Cristina di Svezia All’interno del palazzo vi sono  il Museo della Galleria Corsini oltre alla sede dell’Accademia dei Lincei con la relativa Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, mentre nel giardino si può visitare il grande e bellissimo Orto botanico di Roma.

Museo

Porta Settimiana, a via della Lungara, rione Trastevere, Roma, era una delle porte del recinto aureliano,  fu costruita da Settimio Severo sugli Horti Getae, ovvero sui giardini cioè di Settimio Geta, figlio di Settimio Severo e fratello dell’imperatore Caracalla. La porta attuale fu ricostruita, con la sua caratteristica merlatura ghibellina, da papa Alessandro VI Borgia nel 1498 e segna l’inizio di via della Lungara.

Porta San Pancrazio, fa parte delle mura Gianicolensi, è posta sul colle Gianicolo, quella attuale, venne realizzata nel 1854 dall’architetto Vespignani, per volere di Papa Pio IX,  in sostituzione della porta originaria. Si nei pressi  dell’entrata dei giardini del Gianicolo, della fontana mostra dell’Acqua Paola e di villa Sciarra. Era una delle porte meridionali delle antiche mura Aureliane. La zona faceva parte in epoca romana della XIV Regio Augustea, che era attraversata dalla via Aurelia vetus che partiva dall’antico ponte Emilio, saliva sul colle e da questa porta si usciva dalla città di Roma, infatti in origine questa era chiamata porta Aurelia, e ancora oggi, di fronte alla porta  c’è il tratto di strada che si chiama Aurelia antica. Porta San Pancrazio ebbe anche i nomi di porta Gianicolense e di porta Aureliana, ad ogni modo il nome di porta San Pacrazio, le fu dato nel VI secolo, e deriva dalla presenza qui della tomba del santo e martire cristiano Pancrazio.

Via Garibaldi, rione Trastevere, Roma, va da via della Scala a Largo di Porta San Pancrazio, la via è dedicata all’eroe dei due mondi e combattente per la libertà di Roma dal potere pontificio e per l’Unità d’Italia. La via si trova nella zona del Gianicolo dove l’eroe aveva il suo accampamento e quartier generale a difesa della Roma Repubblicana.

40501534_slA pochi metri da Small Luxury B&B parte una delle strade più interessanti per lo shopping. Percorrendo Via Cola di Rienzo troverete le maggiori firme della moda casual di Roma. Benetton e Sisley con il loro mega store, Nike, Zara fashion e Zara Home. All’interno di Coin troverete un corner Tyffany e Mac. Inoltre al piano -1 un bellissimo supermarket dove trovare prodotti tipici e ricercatezze.

Verso la fine di Cola di Rienzo trovate lo store Mondadori e ancora oltre arrivate a Piazza del Popolo da cui parte la zona dell’alta moda italiana.

Le maison di Valentino, Hermes, Prada, Luis Vitton, Gucci e molti altri sono disseminate lungo le stradine che partono da Via del Corso.

 Se invece volete spostarvi dal centro da non perdere i due grandi centri Outlet di Roma. Valmontone e Castel Romano raggiungibili se volete con nostro autista o con autobus dal centro.

Chiedeteci informazioni e vi sapremo consigliare al meglio. 

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